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L’Atorvastatina potrebbe avere un ruolo sull'attività di malattia nel lupus eritematoso sistemico


L’Atorvastatina ( Lipitor, Torvast ) ha ridotto alcuni recettori solubili del fattore di necrosi tumorale-alfa ( TNF-alfa ) nei pazienti con lupus eritematoso sistemico ( LES ).

Un totale di 88 donne con diagnosi di lupus eritematoso sistemico da almeno 1 anno sono state arruolate nello studio e seguite per 8 settimane.
L'età media delle pazienti era di 32 anni, e la durata media della malattia era di 8.9 anni.
Sono stati esclusi i pazienti che presentavano infezione cronica, malattie epatiche o renali, erano in gravidanza, facevano uso di Ciclosporina o avevano assunto in precedenza farmaci ipolipemizzanti.

Al basale e dopo 8 settimane, è stata valutata l'attività di malattia del lupus eritematoso sistemico ( SLEDAI ) ed altri parametri, tra cui la funzione renale.

Sessantaquattro pazienti sono stati assegnati al trattamento con Atorvastatina.
Trentatré pazienti avevano ipertensione arteriosa, dislipidemia, e/o obesità, e 31 pazienti non presentavano fattori di rischio per l’insufficienza cardiaca.
Le analisi del sangue hanno riguardato la presenza di anticorpi, TNF-alfa e marcatori di attività di malattia.

Al basale, il 7.9% dei pazienti presentava sierosite, il 6.8% vasculite cutanea, il 9.2% artrite, il 18% soffriva di nefrite, il 16% aveva anticorpi anti-dsDNA ( anti-DNA a doppia elica ), l'11% aveva anticorpi anti-cardiolipina e l’88% assumeva regolarmente Prednisone.

L'analisi ha mostrato che i livelli plasmatici dei recettori solubili del TNF, sTNFR1 e sTNFR2, presentavano una debole correlazione con il punteggio SLEDAI, e avevano mostrato una correlazione tra i livelli di TNF e sTNFR1 e il punteggio SLICC ( Systemic Lupus Collaborating Clinics ).
I pazienti con anticorpi anti-DNA a doppia elica avevano livelli plasmatici più elevati di sTNFR1 rispetto ai pazienti senza gli anticorpi.
I pazienti con nefrite avevano livelli più alti di sTNFR1 e sTNFR2.
Livelli più elevati di TNF-alfa e sTNFR2 erano associati a pazienti con sierosite attiva, mentre i più alti livelli di sTNFR1 erano associati all’artrite attiva.
Livelli più elevati di sTNFR1 e sTNFR2 erano anche associati con l'obesità addominale, dislipidemia e ipertensione.

Dopo 8 settimane, i livelli plasmatici di sTNFR1 sono risultati significativamente ridotti nei pazienti nel gruppo di trattamento con Atorvastatina, ma nessun cambiamento è stato osservato sia in sTNFR2 o TNF-alfa.
Nei pazienti che non avevano assunto Atorvastatina, a 8 settimane, nessun cambiamento è stato riscontrato rispetto ai livelli basali per TNF-alfa, sTNFR1 o sTNFR2.

C’è una crescente evidenza che le statine esercitino attività immuno-modulante e antinfiammatoria, indipendentemente dal loro effetto ipolipemizzante.
Grazie alle proprietà pleiotropiche, le statine potrebbero trovare indicazione nel trattamento sia delle malattie autoimmuni sia della aterosclerosi. ( Xagena )

Fonte: Journal of Clinical Rheumatology, 2016

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